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L’avvocato “guerriero” e quell’inutile giornale sloveno. Come difendere la razza da dietro il paravento del «né destra, né sinistra»

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"sto cercando un amico che sia in grado di tradurmi dallo sloveno all' italiano , a titolo di cortesia, possibilmente, un articolo velenosi nei miei confronti pubblicato giorni fa dal quotidiano in lingua slovena edito a Trieste. Mio obiettivo è procedere dopo alla denuncia di detto inutile giornale per diffamazione aggravata a mezzo stampa. Chi mi può esser d' aiuto, mi contatti. Grazie fin d'ora. E.L."

Il post che vedete qui sopra è stato pubblicato sulla sua pagina Facebook lo scorso 23 ottobre dall’avvocato Edoardo Longo, legale del Movimento Trieste Libera e del suo leader Roberto Giurastante. Su Longo in queste settimane è stato scritto molto su blog e social network. Ampi stralci della sua attività pubblicistica dichiaratamente antisemita sono citati in un post su Carmilla della storica Claudia Cernigoi. Di Longo si parla anche in questo post di inchiesta firmato dal guest blogger Tuco sul sito della Wu Ming Foundation, inchiesta che ha scatenato un discreto putiferio ponendo una dettagliata e complessa serie di interrogativi sulla natura politica e gli interessi economici che ruotano intorno all’emergere del fenomeno neoindipendentista a Trieste.

Questa richiesta di aiuto per una traduzione, con tanto di *cappello in mano*, innanzitutto la dice lunga sul modo di ragionare di Longo: lui, che non conosce la lingua slovena – altrimenti non avrebbe bisogno di aiuto -, non ha nessuna remora ad affermare che il quotidiano della comunità slovena di Trieste, Primorski Dnevnik, è un “inutile giornale”. Affermazione che a chi conosce la realtà storica triestina richiama il più trito e triste armamentario della destra nazionalista italiana, quella che, almeno in teoria, rappresenterebbe uno dei principali nemici del Movimento Trieste Libera e delle sue rivendicazioni “anti-italiane”. La stessa che per decenni ha violentemente osteggiato l’utilizzo della lingua slovena in un territorio da sempre multietnico, ostacolando ogni iniziativa – incluse quindi quelle editoriali – che in qualche modo affermasse il diritto della comunità slovena a usare la propria lingua.
L’appello di Longo per una traduzione segnala anche che la stampa cosiddetta mainstream, per quanto solo locale e limitatamente a quella di lingua e cultura slovena, ha finalmente deciso di occuparsi di almeno uno degli aspetti più inquietanti e ambigui della parabola del MTL, quello dell’appartenenza all’estrema destra razzista e antisemita del suo legale più in vista. Una buona notizia, almeno per chi come me, ormai da giorni sta chiedendo invano al principale quotidiano in lingua italiana di Trieste, Il Piccolo, di spiegare perché, pur criticando il programma politico del MTL, non ne prenda in considerazione certi aspetti preoccupanti.

Due giorni dopo, sulla stessa pagina FB, Edoardo Longo pubblica un post di ringraziamento a “tutti gli amici in gran parte vicini al Movimento Trieste Libera”, dal quale pare di capire che la *mobilitazione* in risposta al suo precedente appello abbia riscosso un certo successo.

Voglio ringraziare tutti gli amici che mi hanno dato la loro disponibilità a tradurmi in italiano un articolo di natura diffamatoria pubblicato contro di me dal quotidiano di Trieste in lingua slovena, di orientamento PD e foraggiato con i soldi di tutti noi . Un giornale spazzatura, del tutto inutile, che funge solo da grancassa politica alla sinistra. Gli amici che mi hanno dato disponibilità sono in gran parte vicini, invece, al Movimento Trieste Libera e anche qualcuno no. Li ringrazio tutti . cordialmente, e.l.

Post dell’avvocato sedicente “revisionista” Edoardo Longo su Facebook del 25 ottobre 2013

Il giudizio sull’inutilità del Primorski Dnevnik qui viene reiterato, per usare un linguaggio leguleio, in forma recidiva e aggravata. Nel senso che stavolta Longo aggiunge, oltre alla definizione “giornale spazzatura”, un’accusa di appartenenza politica del giornale stesso all’area del Partito Democratico, ma soprattutto afferma di ritenere ingiusto che esso riceva finanziamenti pubblici per la sua attività. Con simili dichiarazioni Longo avrebbe potuto benissimo far parte dell’ufficio stampa del Movimento Sociale Italiano di trenta o quaranta anni fa. Oggi potrebbe intendersela a meraviglia con il fronte nazionalista di Trieste Pro Patria che ne raccoglie l’eredità affermando di voler difendere la supposta italianità della città giuliana.

C’è da immaginare che di fronte a tanta disponibilità qualcuno abbia anche fornito a Longo la traduzione che chiedeva. Purtroppo però se questo è avvenuto l’avvocato pordenonese né ce lo fa sapere, né conferma la sua intenzione di querelare per *diffamazione aggravata* il Primorski Dnevnik.
Ho pensato quindi di rendere un servizio ai lettori di lingua italiana e, con l’aiuto di un’amica slovena che ringrazio, pubblico qui quella che ho ragione di credere sia la traduzione precisa dell’articolo che Longo ritiene, o riteneva, “velenoso” nei suoi confronti e passibile di querela al punto da mobilitare le sue reti sui social network.
Chiunque potrà quindi con un semplice motore di ricerca, verificare se nell’articolo vi siano elementi diffamatori e trarre le proprie conclusioni riguardo alla presenza di questo personaggio tra le fila del Movimento Trieste Libera.
Da parte mia più avanti nel post faccio alcune considerazioni in merito, ma fin da ora mi sento di esprimere la mia solidarietà all’articolista del quotidiano sloveno per gli insulti e le minacce contenute nei post di Edoardo Longo.

***

Primorski Dnevnik, 15 ottobre 2013

CONTRO GLI EBREI, MA PER IL BILINGUISMO

L’avvocato di Pordenone che rappresenta il Movimento Trieste Libera, e’ un noto estremista di destra, ma dal TAR pretende che la sentenza sia anche in lingua slovena

L’avvocato pordenonese Edoardo Longo, legale di Trieste Libera, venerdì ha presentato un’istanza al TAR del FVG, con la quale richiede che il Tribunale rediga la sentenza del ricorso presentato dal movimento per chiedere l’annullamento delle elezioni regionali nelle lingue ufficiali del Territorio Libero di Trieste – in italiano e in sloveno. “In base all’articolo 7 dell’allegato VI del Trattato di Pace del 1947 le lingue ufficiali del Territorio Libero di Trieste sono l’italiano e lo sloveno. Il Governo italiano si è impegnato a rispettare con il Memorandum di Londra del 1954, nell’ambito dell’amministrazione provvisoria ottenuta, il diritto della popolazione della Zona A del Territorio Libero amministrata ad utilizzare la propria madre lingua, l’italiano per il gruppo etnico italiano, lo sloveno per quello sloveno.” Il comunicato stampa cita anche la legge n. 38/2001 che prevede l’obbligo »per tutte le amministrazioni pubbliche, compresi i tribunali, di utilizzare la lingua slovena nei confronti di tutti i cittadini di lingua slovena«. Il ricorso al TAR è stato presentato da 57 triestine e triestini, che sostengono che Trieste non si trova in Italia e di conseguenza nemmeno nel FVG. Tra loro ci sono anche sloveni, sottolinea Trieste Libera. L’avvocato Longo è noto per le sue posizioni antisemitiche e di estrema destra. Collabora attivamente con riviste revisioniste e siti internet improntati al riduzionismo e al negazionismo dell’olocausto. In occasione delle sue battaglie legali in difesa dei naziskin ha criticato spesso la magistratura, attribuendo »influssi sionistici« a diversi pubblici ministeri (incluso Felice Casson di Venezia). L’ordine degli avvocati ha preso diversi provvedimenti contro di lui e quest’anno lo ha sospeso per tre mesi. Ha ripubblicato a proprie spese l’opera Contra Judaeos di Telesio Interlandi – amico personale di Mussolini, antisemita di spicco del regime fascista e direttore della rivista razzista La difesa della razza. Secondo Longo »salvare questo inestimabile patrimonio occidentale dalla barbarie semitica (…) era di primaria importanza«. Nel 1997 l’avvocato del TLT denunciò il regista americano Steven Spielberg e la RAI per avere trasmesso Schindler’s List, perché il film istiga all’odio contro il popolo tedesco…

Prima di chiederci se in questo articolo vi siano gli estremi della querela per *diffamazione aggravata a mezzo stampa* che Longo annunciava nel suo primo post, è interessante notare che chi lo ha scritto ha colto, fin dal titolo, un aspetto molto importante della vicenda del MTL. Un aspetto che ha a che fare con una delle caratteristiche fondanti che il movimento indipendentista rivendica come una novità nel panorama triestino, quella di essere un soggetto politico multietnico, multiculturale e plurilingue. Caratteristica che, tra l’altro – sempre ad avviso delle non sempre accordate voci che parlano a nome del Movimento stesso -, smaschererebbe come calunniose le accuse di essere una formazione di destra.
Sembra quasi che l’articolista del Primorski Dnevnik si chieda come sia possibile che un avvocato con un retroterra culturale che pesca a piene mani nel peggio della pubblicistica razzista del fascismo (italiano), e che per anni ha difeso nelle aule di tribunale gruppi di naziskin (italiani), possa oggi presentarsi in un aula di tribunale (italiano), senza avere minimamente rivisto le sue posizioni, e qui affermare il diritto dei triestini a veder redatte anche in sloveno le sentenze che li riguardano. C’è in sostanza, nell’articolo del Primorski, la legittima lettura di una contraddizione insanabile nel rapporto tra l’MTL e il suo legale, la mancanza di una netta pregiudiziale antifascista. Tale lettura deriva del patrimonio culturale e storico della comunità slovena di Trieste e non solo, anche della sua parte storicamente anticomunista, perché questa comunità ha subito durante il fascismo la peggiore persecuzione della sua storia.
Sotto traccia emerge quindi un dubbio che sembra venir posto ai lettori sul reale significato della natura multietnica e multilinguistica che il MTL rivendica, e sulla genuinità di tale rivendicazione. È lo stesso dubbio che solleva Tuco nel suo post su Giap:

«La sensazione è che da parte dei vertici di MTL ci sia un uso strumentale del bilinguismo, come bandiera da contrapporre al nazionalismo italiano e come foglia di fico per coprire lo sciovinismo e il micronazionalismo localista che permeano il movimento.»

Anch’io e molti altri da settimane ci poniamo la stessa domanda che emerge dall’articolo del Primorski Dnevnik, e non troviamo risposta. Perché il MTL alle domande in merito risponde meccanicamente che le posizioni politiche dell’avvocato Longo sono posizioni personali, che nulla hanno a che vedere con la battaglia per il riconoscimento del Territorio Libero di Trieste, battaglia che Longo ha accettato di intraprendere appunto in qualità di avvocato. Per i dirigenti del MTL Longo sarebbe quindi un semplice tecnico, un freddo esecutore.
La giustificazione di questa scelta per l’MTL è sempre di puro carattere tecnico, ma il riflesso condizionato dell’orgoglio comunitario emerge anche non voluto quando si afferma che “Longo è uno dei pochi disposti a metterci nome e faccia ed è coraggioso in questo”. Ne deriva che Longo merita rispetto per questo motivo, ovvero perché accetta di pagare le possibili, se non certe, conseguenze per il suo impegno a fianco del MTL – la paranoia da accerchiamento è un tratto saliente della retorica neoindipendentista -, e quindi che il suo ruolo non può essere discusso.
Questo mantra dell’avvocato coraggioso spesso ha una coda che consiste nel sostenere che nessun altro avvocato, soprattutto del foro di Trieste, accetta di assumersi il patrocinio legale del MTL. E la causa di ciò starebbe nel fatto che farlo significherebbe mettersi contro la Procura di Trieste e soprattutto contro i cosiddetti “poteri forti”, ovvero andare incontro a pesanti conseguenze per la propria carriera – come infatti a Longo sarebbe successo, ma ne parlo tra un attimo.

Ovviamente guai a insinuare il dubbio che forse per un avvocato che abbia a cuore non tanto o non solo la propria carriera, ma anche la stessa dignità e serietà del proprio lavoro, sarebbe una scelta irrazionale sposare una causa persa in partenza e per sovrappiù rischiare di coprirsi di ridicolo.
Nel dubbio ho provato a interpellare alcuni legali del foro di Trieste di mia conoscenza e di certa professionalità, scoprendo che perlomeno a nessuno di essi – uno dei quali ha anche una discreta pratica di diritto internazionale – è stato proposto di assumere il patrocinio di associati al MTL. Per quanto riguarda le risposte che ho ricevuto alla domanda di cosa avrebbero fatto se tale richiesta fosse stata fatta, riporto per la cronaca che nessuno concede nemmeno la minima possibilità che l’ONU metta in discussione la sovranità de facto dell’Italia, né tanto meno di Slovenia e Croazia, sul Territorio Libero di Trieste. Viene anche escluso in maniera categorica che un tribunale italiano possa riconoscere il proprio “difetto di giurisdizione” sullo stesso territorio. Ometto altri particolari di colore dal momento che, pur basandosi spesso su fatti concreti e non semplici “sentito dire” riguardanti i trascorsi legali di alcuni personaggi coinvolti nella vicenda, porterebbero queste mie note sul terreno delle ipotesi. Mentre quello che mi interessa qui è restare ai fatti.

Tra i fatti vi è la difesa ad oltranza del MTL nei confronti di Edoardo Longo e una vera e propria chiamata alla solidarietà collettiva nel momento in cui questi viene sanzionato con una sospensione di tre mesi dall’Ordine degli avvocati di Pordenone.

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In realtà informazioni precise non ne sono seguite, perlomeno fino alla data di pubblicazione di questo mio post, e quindi tutti coloro che hanno solidarizzato con Longo mettendo un “Mi piace” o un commento in coda al thread, nonché chiunque altro, restano col dubbio se Longo sia stato sanzionato a causa del suo impegno con Trieste Libera – come di fatto viene lasciato intendere – o per tutt’altre vicende come già accaduto in passato.

Altro cavallo di battaglia sulla questione dei rapporti tra Longo e Trieste Libera è quello riassunto nella risposta che chi scrive per l’MTL fornisce alle domande di Tuco e di altri commentatori di Giap sull’avvocato pordenonese:

«Errore: di avvocati ne abbiamo più d’uno. Dettaglio curioso: al contrario di Longo, altri avvocati che ci seguono vengono definiti da chi non ci ama “comunisti”. Dovreste decidervi, cari denigratori, almeno sceglietevi una linea unica!
E se fosse proprio che delle idee personali di Longo (o di chicchessia) non ce ne potrebbe importare di meno? »

Risposta che da sola finisce per essere il classico tacòn pezo del buso, come si dice a Trieste! L’avvocato considerato *comunista* sarebbe Livio Bernot, del foro di Gorizia, certamente una figura di legale non ordinaria – lo illustra col consueto tono virante al cospirazionismo lo stesso Paolo G. Parovel, ideologo del MTL, in un documento scaricabile dal suo sito – ma che se anche fosse un simpatizzante di sinistra non cambierebbe di una virgola la questione del patrocinio di Longo. Almeno che non sia stata stabilita da parte del MTL una nuova e curiosa par condicio rosso-bruna che, in tutta franchezza, troveremmo ancora più odiosa di quella “istituzionale” italiana che già siamo costretti a sorbirci tutte le sere accendendo la televisione.
Oltre a ciò Bernot negli ultimi mesi sembra aver lasciato del tutto la scena indipendentista triestina a Longo da solo, da voci interne al MTL sembra per motivi di salute e anzianità.

Sia come sia nella risposta a Tuco ritorna in maniera netta un’affermazione che di fatto conferma che per l’MTL avere un avvocato antisemita non costituisce in nessun modo un problema, è un accidente della Storia…
Le idee di Edoardo Longo a cui fa riferimento l’articolo del Primorski Dnevnik, quindi non costituiscono un problema per l’MTL e non dimostrano nulla sulla natura politica del movimento – inteso sempre come la dirigenza dello stesso, per quanto mi riguarda (su questo si legga con attenzione la nota finale al post). Peccato che proprio Longo sia abituato nella sua attività professionale a ricusare giudici perché appartenenti a organizzazioni a suo dire “di estrema sinistra” o “manovrati da poteri sionistici”, come sottolinea l’articolo del Primorski.
Ecco come Longo apostrofava nel 2003 il giudice Luigi Dainotti nell’udienza di un processo contro un gruppo di personaggi dell’estrema destra triestina:

«Lei è un giudice notoriamente iscritto a Magistratura democratica, un’associazione schierata all’estrema sinistra. Lei non può giudicare in questo processo perché è ideologicamente contrapposto ai movimenti nazionalisti di cui fanno parte gli imputati». (da Il Piccolo del 15/05/2003, p. 23)

Ed ecco come lo stesso Longo, nella farneticante introduzione alla sua riedizione del classico dell’antisemitismo “Contra Judaeos” di Telesio Interlandi si riferisce al PM Felice Casson – altro riferimento dell’articolo del Primorski che l’avvocato pordenonese sospetta “velenoso” nei suoi confronti:

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«Un sintomo impressionante della dittatura del pensiero unico e del ruolo di cane di guardia delle lobbies internazionali ebraico-mondialiste è dato dal documento che mi concerne, e che allego in appendice al presente volume: si tratta della denuncia dei servizi speciali di polizia nei confronti del sottoscritto.
Denuncia dettata dalla filiale veneziana del Centro Wiesenthal. Denuncia poi trasmessa all’ Interpol e al Ministero degli Interni, nonché alla temutissima Toga Rossa, il pubblico ministero Felice Casson, attivissimo candidato della sinistra estrema a tutte le più recenti elezioni, supportato dal suo comitato elettorale di base (gli sprangatori assassini della ultrasinistra) e da suoi sponsors occulti (la lobby ebraica).»

Ora mi chiedo: per quale motivo se per Longo un giudice non può essere capace di imparzialità perché aderente di una determinata associazione, un avvocato dovrebbe invece essere neutrale nell’assumere il patrocinio legale di un movimento politico come MTL? Come è possibile che un avvocato di posizioni politiche da sempre vicine al nazionalismo italiano, possa assumere su di sé quella che finora è la principale attività svolta dal MTL, ovvero il sollevare il difetto di giurisdizione della giustizia italiana a Trieste? Davvero si vorrebbe farci credere di essere così ingenui da non sapere che la nomina di un avvocato di fiducia è, come del resto dimostra la definizione stessa, una delega che in questo caso è per forza di cose anche politica?
Come può permettersi un movimento che dichiara di rappresentare “gli interessi della stragrande maggioranza dei triestini” di sostenere una posizione come quella di Paolo Parovel in questo commento su Giap

«Non ho idea dei motivi per cui l’avv. Longo sia stato sospeso dal suo Ordine, né per quale periodo, ma dubito che sia per cose che riguardino MTL. È solo uno dei legali che prestano opera professionale al Movimento, del quale notoriamente non condivide le idee politiche così come il Movimento non condivide affatto le sue. Ricamarci tanto attorno non ha senso.»

… mentre nelle stesse ore in rete compaiono veri e propri attestati di solidarietà al presunto “professionista” come questo?

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Fanno bene diversi commentatori in rete a chiedere conto di questa schizofrenia. Sul sito di news locali bora.la un utente si rivolge così al MTL:

«Avete definito più volte Edoardo Longo “avvocato guerriero”. Quando lo avete scelto, sapevate in che genere di guerra era impegnato come avvocato? La sua guerra l’ha combattuta per anni rappresentando gli estremisti di destra del Fronte Nazionale e del Veneto Fronte Skin, che querelavano chi li accusava di antisemitismo, neofascismo, neonazismo ecc. Edoardo Longo, in una intervista a “Io donna” (supplemento del Corriere della Sera) dichiarava: “Io lo chiamo filibustering giudiziario […] Le querele sono più efficaci dell’olio di ricino […] Faccio una guerriglia procura per procura.” L’intervista e il servizio completo si possono consultare direttamente sul sito di Edoardo Longo: http://controinformazione2.myblog.it/media/01/02/1393601656.pdf»

Ho purtroppo abbastanza esperienza personale in questo ambito da poter dire che un avvocato – soprattutto se impegnato in cause o processi a sfondo politico – non è mai solo un tecnico. Non è uno a cui si danno delle istruzioni che eseguirà seguendo un protocollo chiaro e lineare, ma è appunto una persona a cui ci affidiamo per mettere a punto le strategie migliori, districandosi nei meandri interpretativi dei codici. E che nel farlo mette non solo la sua conoscenza degli stessi codici, ma anche e spesso soprattutto la sua cultura, la sua visione del mondo, il suo intuito e la sua passione. Senza queste ultime non c’è causa o processo che possa affrontare in maniera minimamente degna. Questo il principale motivo per cui non è possibile prendere seriamente, e giustificare, le dichiarazioni di neutralità e di agnosticismo del Movimento Trieste Libera nei confronti del suo legale e delle folli e criminali teorie politiche che sposa.

***

E torniamo infine alle idee di Longo, e a quanto scritto nell’articolo del Primorski Dnevnik, giornale che pochi giorni fa egli sembrava così ansioso di portare in tribunale querelandolo per diffamazione. Ci mancano da verificare solo un paio di affermazioni contenute nello stesso articolo. La prima riguarda la collaborazione con riviste revisioniste e siti internet improntati al riduzionismo e al negazionismo dell’Olocausto. A definirsi “revisionista” a più riprese è lo stesso Longo, che arriva al punto di esibire sul suo sito personale persino un *attestato* in questo senso.

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Chi vorrà documentarsi non avrà che da inserire in un motore di ricerca una stringa con i nomi delle persone e delle riviste citati nel Curriculum Vitae di Edoardo Longo, e come è successo a me si ritroverà a navigare in un mare di merda negazionista della Shoah e dei campi di sterminio nazisti, in siti che irridono le memorie di Anna Frank e tacciano di mitomania i sopravvissuti dei campi, mentre a loro dire “rivelano” che la crisi economica è solo l’ennesimo frutto avvelenato del “grande complotto giudaico–massonico” di cui siamo vittime.
Chi lo vorrà potrà anche trovare la citata introduzione di Edoardo Longo all’edizione digitale di “Contra Judaeos” di Telesio Interlandi, edizione della quale Longo mena vanto con queste parole:

«Questa operazione di recupero dovrebbe divenire la parola d’ordine in ambito revisionista: è mia convinzione infatti che la dittatura del pensiero unico abbia un preciso progetto: quello di far sparire totalmente, cancellare da ogni libreria e da ogni biblioteca tutti i libri che corso della plurimillenaria cultura occidentale hanno attaccato il Giudeo. Salvare questi immensi patrimoni occidentali dalla nuova barbarie semita, come già i Monaci benedettini salvarono i classici dell’ antichità dalla barbarie medievale, è un compito primario ed essenziale. Impellente.
A chi non crede che la incipiente dittatura democratica in nome di Sion sia la nuova e conclusiva forma di totalitarismo chiedo: è conforme ai principi della cultura liberale occidentale il fatto che questo libro non sia più stato pubblicato dal 1945 e oggi sia riemerso dalla damnatio memoriae solo per un atto di ostinazione intellettuale controcorrente di un singolo cittadino ‘antisemita’ e perseguitato per le sue idee dalle Toghe di Giuda?»

Infine ecco l’immagine che conferma anche l’ultima affermazione contenuta nell’articolo del Primorski Dnevnik su Edoardo Longo. Si riferisce a quella volta di sedici anni fa in cui il legale di Trieste Libera si procurò un po’ di visibilità sfruttando il successo di un film di Steven Spielberg.
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Certo ci sarebbe da ridere, se non fosse che tutto questo si sta muovendo alle spalle di un movimento politico che rivendica di rappresentare “la stragrande maggioranza dei triestini”, vantando una presunta non classificabilità negli schemi classici della politica, e invocando un motto molto in voga, “non siamo né di destra né di sinistra!”

***

UNA NOTA FINALE
Questo post tratta dell’avvocato Edoardo Longo e di riflesso della dirigenza del Movimento Trieste Libera che di questo legale si avvale in diverse cause e processi.
NON considero Trieste Libera un movimento nazista o fascista – al momento, vista la confusione e la contraddittorietà delle dichiarazioni e delle posizioni pubbliche del MTL non so nemmeno se considerarlo un movimento politico -, ma le posizioni politiche di Longo sono documentate e reperibili in rete da chiunque. Se mi sono limitato nel fornire link e ho fatto piuttosto uso di screenshot è perché questo blog è per natura antifascista e non intende essere in nessun modo cassa di risonanza per siti di estrema destra, nemmeno di rimbalzo. Del resto i motori di ricerca sono là apposta.
NON considero i e le simpatizzanti di Trieste Libera “gente di destra”, “fascisti”, “nazisti”, e a dimostrarlo in tempi non sospetti sta il primo post di questo blog che a metà agosto trattava la storia dell’indipendentismo a Trieste e nella Marca giuliana a partire da una storia di ribellione e autogoverno che per me resta imprescindibile in questo dibattito. Anche un pezzo di una storia di famiglia che ho raccontato in un altro post, usando l’allegoria della pallacanestro, parla di questo.
Meglio sottolinearlo anche alla luce della delirante tesi per la quale la lotta di classe “non esisterebbe più”. Tesi sostenuta dai dirigenti del MTL ma anche, con più autorevolezza e da secoli, proprio dalle classi dominanti, quelle che questa lotta non l’hanno mai abbandonata.

* * *

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Autore: albolivieri (Andrea Olivieri)

Il tizio dell'avatar è mio nonno paterno, Albano, in un'immagine scattata da quello materno, Nino, a metà anni Sessanta. "Albo" il suo nome di battaglia da partigiano. Durante la Seconda guerra mondiale era nel GAP inquadrato nella Brigata Intendenza "Montes", che operò nel Monfalconese. Per saperne di più consiglio di leggere questo.

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