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I porti italiani, parte I

Port_Damage

Questo articolo è stato pubblicato col titolo Quale riforma della portualità italiana? su Economia&Politica, rivista online di critica della politica economica. È la prima parte di uno sguardo, molto generale e non esaustivo, sulla situazione dei porti italiani, e fa parte di un lavoro di ricerca più ampio in cui sono impegnato in questi mesi.
I porti sono oggi realtà davvero complesse e difficilmente riducibili a varchi di ingresso alla terraferma. Al contrario hanno ormai funzioni che integrano e tentano di superare, se non annullare, la dicotomia tra terra e mare, nei termini in cui la descrisse, ad esempio, Carl Schmitt. Che ciò avvenga in un arco temporale davvero ridotto – se pensiamo che il container è utilizzato dalla metà degli anni Settanta – e attraverso sollecitazioni paurose che la globalizzazione economica determina, iniziamo forse a comprendere l’importanza di non lasciare solo alle discipline economiche lo studio di questi spazi, e delle città che li accolgono o che da essi vengono occupate.
Le considerazioni che qui abbozzo non sarebbero state possibili senza l’approccio critico e il lavoro su trasporti e logistica sviluppato, ormai da diversi anni, da Sergio Bologna nei suoi libri e interventi su questi temi. Continua a leggere

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